PERFORARE

Istallazione Site Specific. Università Arcis. Santiago del Cile. 2001

 

 “Perforare” si presenta come un respiro sospeso: quattro pannelli di PVC nero (4 m x 1,5 m) , appesi da cavi d’acciaio, trasformano lo spazio della hall dell’università Arcis a Santiago del Cile, in un campo di luce e ombra.

Autoritratti portano con sé la memoria di un martello e di un punzone, del gesto lento, continuo e ripetitivo, minuziosi e fisico dell’artista. Centinaia di piccole percussioni che si susseguono come un battito, che scandiscono il tempo come un ritmo rituale. Un atto lento e fisico, che è insieme ferita e rivelazione, sottrazione e nascita. un ritmo rituale che trasforma la materia in un terreno emotivo. Ogni buco racconta una storia di tensione, di fragilità e di resistenza, emerge la poesia del vuoto: la ferita diventa immagine, il gesto diventa voce, e il vuoto diventa luce. Dove i buchi sono più fitti, nasce il bianco, la luce.

“Perforare” non solo occupa lo spazio: lo trasforma in irrequietezza, fragilità e resistenza, ove il gesto ripetuto diventa voce e la ferita diventa luce.